Radical fashion, Terrific fashion, fashion at the edge L’impatto dei creativi che ho proposto di definire visionari, tra i quali colloco Gvasalia, nella cultura della moda è stato affrontato da numerosi punti di vista. Claire Wilcox, sulla scorta di una importante mostra organizzata dal Victoria & Albert Museum (Londra) nel 2001, definì lo stile della generazione di stilisti che meglio avevano rappresentato la post modernità “ Radical Fashion ” e metteva in correlazione la visionarietà degli undici creativi selezionati (Azzedine Alaia, Hussein Chalayan, Kawakubo, J.P. Gaultier, Helmut Lang, Alexander McQueen, Martin Margiela, Issey Miyake, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Yohji Yamamoto) con una sorta di sesto senso che consentiva ad essi di intercettare le energie che stavano cambiando la struttura del sociale. Diamo la parola alla curatrice/saggista: “Radical Fashion is not only about an expressive or visionary individualism but also, in the nature of fashion, it ...